
Da molti desiderato, da molti sognato, da pochi disatteso, ecco infine arrivare la lieta novella, anche Google vedrà partorire un suo sistema operativo!

Da molti desiderato, da molti sognato, da pochi disatteso, ecco infine arrivare la lieta novella, anche Google vedrà partorire un suo sistema operativo!
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Si avvicina il fatidico 30 giugno, e , per chi esercita la professione di ingegnere, si avvicina sempre più la data di passaggio dalla vecchia norma sismica alla nuova. Questo uno dei miei motivi per i quali non ho potuto scrivere più nulla su Vistabuntu. Un altro dei tanti motivi (forse il preponderante) è dovuto al fatto che, pur essendoci stati in questi tempi molte notizie sia su Ubu che su Windows, in realtà sono state delle non-notizie, nel senso che non hanno avuto nulla di così tanto eclatante (almeno per quanto riguarda l’animo dello scrivente, ovvero del sottoscritto). Nella mia maniacale mania di sperimentare, oggi ho aggiornato il pc fisso alla alpha di Karmic Koala in versione KDE. Le sorpese avute sono state moltissime.
Ed eccoci qua (pochi articoli causa poco tempo). In questo piccolo articoletto vi mostro una intervista proposta a richard – Saint Tux – Stallman:

LXDE è un desktop environment creato con l’obiettivo di realizzare una interfaccia grafica estremamente duttile, leggera e reattiva.

Alcuni dei miei lettori mi hanno chiesto in msn (lo strumento del demonio), se esistesse qualche modo per “trasformare” l’ormai caro vecchio vista, nel nuovo figlioletto ancora in parto, windows 7. Effettivamente il metodo c’è ed è semplice:

Chi di voi ha sentito mai parlare di un Mac (o lo ha usato personalmente) conoscerà questa feature molto carina:

Scommetto che la maggior parte degli utenti che, almeno una volta nella loro vita dopo aver sentito dell’esistenza di ubuntu hanno pensato di installarlo, sono sempre stati fermati da pensieri oscuri del tipo “ma se formatto ed installo in dual boot e si sminchia qualcosa? e se dopo aver installato perdo dati? e se dopo aver installato windows non parte piu’?”
Partendo dal presupposto che questi pensieri sono DOVEROSI (almeno per chi lavora ed ha files importanti sul proprio pc, e per chi ovviamente ci tiene a preservare dati importanti sul proprio PC), vi sono due semplici modi per risolvere il tutto:

aMSN rappresenta tutt’oggi (ovviamente a mio modesto parere) un must per chi vuole un programma che si interfacci correttamente col protocollo di hotmail, che fornisca comodi mezzi per poter effettuare videochat, inviare messaggi, il tutto all’interno della rete di Live. Celebre “clone” di Windows Live Messenger, è stato il programma che ho sempre utilizzato sin dalle prime installazioni di Ubuntu (bei tempi).
Da qualche giorno invece sto provando un nuovo programma, che promette davvero faville, e che non mi fa rimpiangere per nulla aMSN (anzi direi me lo ha fatto scordare). Il programma in questione si chiama Mercury Messenger. Ma veniamo a noi, ecco le feature che Mercury Messenger propone (quelle con un * sono in fase di sviluppo).
Ripeto, lo uso da qualche giorno e, seppur scritto in java (non molti di voi conosceranno il mio odio smodato nei confronti di java, ma questa è un altra storia), rappresenta davvero un ottimo prodotto. Unico neo: non esiste la versione per i 64bit, quindi finchè non la faranno, dovrò usare aMSN sul mio acer aspire.
Trovate Mercury Messenger QUI.
Non ci crederete ma è così!
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