Curiosità: Windows 7 divise il team microsoft

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E’ cosa nota che Vista (vuoi per una serie di contrattempi, vuoi anche per una scarsa attenzione al feedback degli utenti), uscì con molte di quelle features (che parola figa, diciamo meglio caratteristiche) che lo dovevano contraddistinguere (prime fra tutte il nuovo file system WinFS) mancanti. Molti però non sanno (o spero non sappiano, visto che quello che scrivo lo scrivo perchè lo vengo a sapere proprio ora) che a metà dello sviluppo di Vista, (detto anche Longhorn o “cornutazzo” 😀 ) il team microsoft si divise in due grandi gruppi (e qua mi pare di trattare un argomento di storia, immaginatevi le due correnti religiose dello scintoismo e del buddismo 😀 …ok torniamo seri…). Il primo gruppo voleva che vista fosse sviluppato essenzialmente con codice .net (cosa che secondo il mio modesto parere era molto buona e giusta, loro dovere e fonte di salvezza), lasciando la compatibilità delle applicazioni precedenti ad un emulatore (o meglio a dei “layer” di emulazione). L’altro gruppo invece riteneva che tale “modernizzazione” fosse ancora troppo prematura e rischiosa, e preferiva mantenere una retrocompatibilità nativa…

A questo punto, il gruppo maggiormente “conservatore” ha poi completato lo sviluppo di Vista, mentre l’altro ha continuato lo sviluppo del progetto originale che dovrebbe diventare appunto il futuro Windows 7.

Immaginatevi ora di essere voi stessi davanti a questo stratosferico DILEMMA…siete i portatori di luce e salvezza nel mondo (ok non prendetemi a pomodori in faccia 🙂 ), e dovete decidere come sarà fatto il prossimo sistema operativo, che, vuoi per antitrust cieca, vuoi per la facilità d’uso dello stesso, sarà utilizzato dalla stragrande maggioranza delle persone nel mondo (ovviamente a livello desktop, si sa benissimo che le postazioni di lavoro al giorno d’oggi funzionano benissimo a volte anche con win 98)… Cosa fareste? io fossi stato in Bill, avrei preferito rischiare e cercare di tirare su qualcosa di veramente innovativo piuttosto che rimanere ancorato al passato….e voi?

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Milestone 1 di Windows 7 (Build 6519) installata su Windows Vista Ultimate, ovvero avente la gui di vista (vi ricordo che anche xp aveva inizialmente la gui di win2000). Notate come la sidebar sia ora perfettamente integrata nella shell.

Windows 7? Multi-Touch e….virtualizzazione

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Stando a quanto si sente in giro, Windows 7 Introdurrà parecchia novità nel modo di concepire i sistemi operativi in casa Redmond. Come prima cosa (e questa è stata accertata), Windows 7 (detto anche Vienna), supporterà la tecnologia Multi-Touch. In base ad essa, l’utente potrà comandare l’os, ed eseguire le operazioni più comunic, tramite l’uso delle mani. Per spiegarvi in dettaglio la cosa, lascio che sia il video diffuso da M$ (emmm MS 🙂 ) a parlare:

Come si vede l’uso del multitouch rappresenta una innovazione (anche se mica tanto). Quel che piu’ pero’ mi fa riflettere è proprio questa nuova caratteristica. Fermorestando infatti il fatto che il mouse e la tastiera (almeno per me) continueranno ad esistere, mi chiedo che utilità pratica avrà sporcare lo schermo con ditate, arrivando al massimo a 15 minuti (tempo di resistenza della soglia umana all’acido lattico che malefico si diffonde nelle braccia che stanno rigide): insomma, saraà anche bello a vedersi, ma e’ molto SCOMODO. Come seconda cosa mi chiedo ancora…siamo sicuri sia una innovazione? a questa seconda domanda vorrei rispondere con un video, stavolta preso dall’OS Ubuntu:

Ed il video è di ben DUE ANNI FA!!!

Quindi? a meno di aver inteso male le cose, dove sta la vera innovazione? ad ogni modo…

Come seconda caratteristica trapelata, vi sarà la virtualizzazione dei programmi su Vienna. Infatti, ora come ora, l’installazione dei programmi su Windows, va a toccare il sistema in molti punti critici, registro compreso. Questo implica che l’installazione e la successiva disinstallazione di programmi, col tempo rallenti l’os. In Vienna però, ogni programma DOVREBBE (il condizionale, in attesa di rivelazioni MS è d’obbligo) girare su layer virtuali. Così facendo il programma ed il sistema operativo non avranno più punti in comune, e l’OS dovrebbe girare bello fluido come quando fu installato per la prima volta. Inoltre la diffusione di eventuali virus sarebbe solo limitata al layer, quindi l’OS ne uscirebbe immune… Questa, se sarà confermata, a mio parere rappresenterà davvero una svolta all’interno di Windows, e potrebbe segnare una nuova era. Resta però il mio dubbio su come tale architettura si possa costruire su file system così vecchi e quasi obsoleti come l’NTFS (ricordiamo infatti che Linux utilizza Ext3, un file systema che non necessita nessuna deframmentazione)….speriamo che WinFS diventi una realtà, altrimenti personalmente la vedo dura….

Wine celebra la sua prima stabile!!!

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Martedi 17 giugno, dopo ben quindici anni di versioni beta e di test, è stata finalmente rilasciata la versione 1.0 di WINE, (un acronimo, ovvero sigla ricorsiva che sta per Wine Is Not Emulator). Wine essenzialmente vi permette di eseguire moltissime applicazioni windows sulla vostra bella distro.

Da un mio test effettuato sul mio Mariuccio (ebbene si, la mia installazione ubuntu wubizzata la chiam Mariuccio, del resto ognuno di voi ha le sue fisime 🙂 )  la compatibilità con il sistema operativo di Microsoft non è ancora completa e ci sarà ancora molto su cui lavorare, però già molti programmi funzionano abbastanza bene. Per coloro i quali volessero conoscere tutte le applicazioni che girano su Wine, è comunque disponibile un vasto database, all’indirizzo http://appdb.winehq.org/, che raccoglie l’elenco di tutte le applicazioni per Windows testate con i relativi commenti. Sono divise per categorie: Platinum include i programmi che funzionano come se fossero sul loro sistema operativo nativo, Gold quelle che funzionano al meglio dopo aver configurato appositamente WINE, Silver quelle che hanno qualche imperfezione ma possono essere utilizzate senza problemi ed infine Bronze contiene tutte quelle che hanno difetti che ne rendono difficile un uso completo.

Insomma, dopo tantissimi anni di lavoro da parte degli sviluppatori e di collaborazione con CodeWeavers, società che distribuisce CrossOver, un software basato su WINE, è finalmente uscita una versione stabile di questo layer di emulazione che viene utilizzato persino da Google per rendere disponibili alcuni suoi programmi (tra cui Picasa) anche sul sistema del pinguino. Non solo: gli sviluppi di WINE aiutano anche il progetto ReactOS, che ha come obiettivo la realizzazione di un intero sistema operativo compatibile con Windows.


Photoshop su WINE

Potete scaricare i binari di WINE 1.0 dall’indirizzo Web http://www.winehq.org/site/download (dove, ironicamente, potete scaricare anche la versione per Windows…).

Quindi complimenti e plausi agli sviluppatori di Wine ma…finchè le software house non capiranno che i programmi dovranno farli in modo nativo su linux, mi sa che la strada sarà ancora tutta in salita per i nostri pinguini…..