Ecco un articolo (forse un po provocatorio) in cui vorrei cercare di capire le ragioni per le quali l’open (inteso come ambiente desktop) non riesce completamente ad affermarsi.

Comincio col dire, che, per quanto riguarda il normale evolversi degli eventi quotidiani di un cittadino medio, a mio modo di vedere le cose, l’open riesce con sufficienza ad affermarsi…ma allora perche’ non adottarlo?

E’ di recente la notizia che alcuni comuni italiano starebbero per aggiornare le loro postazioni ad ambiente open, ma attualmente windows, sebbene alcuni dati lo diano in leggero calo (si potrebbe parlare quasi di fluttuazione statistica), sia preponderante nei desktop di tutto il mondo. Ovviamente, gran parte del merito, come molti sapranno, è dovuto al preinstallato che spopola in ambiente notebook, ma come mai allora le principali case “produttrici” di software open (leggasi Canonical) pur avendo affermato che questo sia il bug n.1 di Ubuntu, dopo circa 10 versioni della celebre distro, non siano riuscite ad imporre anch’esse un minimo di preinstallato? eliminando le ragioni politiche, a mio modo di vedere le cose, le ragioni essenzialmente sono le seguenti:

1- Mancanza di un ambiente “familiare”. Provenendo da windows infatti, la maggior parte delle utenze si trova a dir poco “spaesata” al cambio di interfaccia, e ciò molto spesso non facilita la diffusione in coloro che per pigrizia, tendono a non cambiare (anzi, a non volerlo fare).

2- Utilizzo della riga di comando per risolvere i problemi. Purtroppo, e lo dico a malincuore, Ubuntu (che per me simboleggia l’open), anche se in minore misura rispetto ad altre distro, rimane ancorato ad una riga di comando per risolvere molti problemi. Un esempio su tutti: Ieri installo sul mio msi wind l’ultima versione di ubuntu (Codename karmic koala). Tutto bello, tutto meraviglioso ma…la webcam su amsn non funziona…come fare? dopo aver seguito migliaia (si fa per dire) di how to, alla fine ho dovuto desistere, ed intrattenere la videochiamata con windows ed msn. Perchè utilizzare ancora migliaia di comandi sconosciuti ai più, invece di una comoda interfaccia grafica che risolva i problemi? Un esempio per chiarire quanto dico? aggiornare firefox alla versione 3.6!

3- Software carente. Diciamocelo, molti software esistono per ubuntu (sebbene la loro controparte windowsiana molto spesso esista pure), e per il normale uso casalingo potrebbero anche andare bene (dico potrebbero, in quanto spesso sono troppo difficili da usare rispetto alla controparte windows per l’utente medio), ma molto spesso si avverte la mancanza di software professionale per ubuntu, in grado di divenire una testata di agglomerazione dei più su questo sistema operativo.

4- Aggiungerei io: mancanza di una sorta di ripristino di sistema. Se siete nuovi di Ubu, e fate qualche cazzata, iniziate a spulciarvi migliaia di wiki o seguire istruzioni, purtroppo spesso incomprensibili, per cercare di riprisinare il tutto. Perchè tutto questo casino, e perchè non creare un ripristino del sistema operativo come avviene da win ME?

5- Mancanza di driver. Su questo aspetto purtroppo, non si può far nulla…solo con accordi commerciali e con il preisntallato, a mio parere, si potrà fare qualcosa per cercare di avviare questo meccanismo perverso della mancanza di driver.

Queste in sostanza, a mio parere, le ragioni che frenano per ora l’ambiente open dallo spopolare sui desktop (mentre, ricordo per dovere di cronaca, che linux spopola laddove tale ambiente non sia necessario, ad esempio nei supercomputer, o su tutti quei dispositivi in cui si richiede una versatilità che windows non può offrire).

E voi, che ne pensate?