Si è molto parlato, in questi giorni, della sciagura che ha colpito la mia città. Nello specifico sto parlando di Giampilieri, e del crollo di materiale detritico che ha colpito parte del paese, sommergendolo nel fango.

Partendo dal presupposto che sono un ingegnere civile, e che quindi penso di parlare con cognizione di causa (e non per sentito dire, come molti giornalisti sensazionalisti che gridano allo scandalo per abusivimo ed amenità varie), avrei qualcosa da scrivere nel mio blog, nella speranza che le mie parole servano a chiarire qualcosa a chi vorrà leggerle, o anche solo ad instillare un “dubbio”  e chiedersi se tutto ciò che ci propinano in televisione sia vero o meno.

Proprio stamane alla trasmissione “L’arena” condotta da Gilletti (che più che un conduttore a mio modo di vedere mi pare un censore, visto che e a quanto pare non è in grado di far esprimere un concetto di senso compiuto a chi intervista), ho visto intervenire il sindaco di Messina (Giuseppe Buzzanca) per tentare di spiegare quanto fosse successo. Premesso questo, e partendo dal presupposto che non sono un politico, e che quindi non è compito mio spiegare dove siano finite le somme necessarie per la messa in sicurezza del versante di Giampilieri, vorrei fare le seguenti considerazioni:

  • Si è parlato di “case fatte con la sabbia”. Gradirei chiedere: ma nelle costruzioni in Cemento Armato, a chi parla tanto di costruzioni fatte con la sabbia, sapete che cosa è un inerte? Ebbene si, cari amici, l’inerte (ovvero il materiale che, insieme al cemento ed all’acqua fornirà il cosiddetto cemento armato), è proprio costituito da ciottoli e sabbie in granulometria assortita. Proprio tale assortimento permetterà di considerare il C.A. (cemento armato n.d.r.) come un materiale omogeneo ed isotropo, e quindi permetterà di definire un materiale resistente ai carichi verticali ed alle azioni orizzontali.
  • Ho sentito dire frasi del tipo “Inutile costruire col cemento, perchè il cemento se lo porta via l’acqua”. Con questa frase penso si stia proprio toccando il fondo. Se difatti una costruzione viene progettata e seguita bene, progettandola non solo nel contesto della struttura isolata, ma anche tenendo conto dell’ambiente che la circonda (prevendo opere di contenimento laddove fosse necessario, applicando eventuali spinte sismiche, carichi accidentali, carichi dovuti a sovrapressioni interstiziali), il cosiddetto “rischio idrogeologico” va a farsi benedire.  Ai verdi che insistono tanto sul non usare cemento nelle costruzioni io rivolgo provocatoriamente questa domanda :” che ne dite se demoliamo la vostra bella casa calda ed accogliente, e costruiamo un bel giardinetto pieno di verde al suo posto?” perchè è facile parlare avendo un tetto alle spalle, ma è MOLTO difficile immedesimarsi in chi magari sta per sposarsi ed aspetta una casa (sia chiaro, realizzata con OGNI permesso, dalla concessione edilizia ai calcoli statici, sismici e geotecnici), e si vede, per colpa dei giornalisti, ingigantito un fatto di per se grave, che ora viene esteso a TUTTA MESSINA (ricordate il randagismo? non passava giorno, quando faceva notizia, che una persona non fosse morsa da un cane…ed ora che la “moda” è finita, i cani non mordono più le persone?), e metterà in stallo la città chissà per quanto tempo?
  • Ho sentito parlare di abusivismo edilizio. Partendo dal presupposto che a Giampilieri esisteva una identità culturale MOLTO antica, fatta di gente con tradizioni secolari, vi posso garantire che le case che risiedevano in quel piccolo paese erano case antichissime, e che sicuramente non erano abusive (ovviamente lasciatemi un 10% di margine di errore). Ma anche se lo fossero state? Secondo voi una montagna cadrebbe perchè vede una casa a busiva sotto il suo piede? diverso sarebbe stato il discorso se si fosse costruito a valle del pendio. In tal caso in fatti si sarebbe alleggerito il carico stabilizzante a valle, e di conseguenza la stabilità del pendio ne avrebbe risentito.

Queste le mie sintesi. Cosa succederà adesso? si parla di variazioni al piano regolatore, si parla di bloccare l’edilizia a Messina. A mio modo di vedere quest’ultima affermazione sarebbe insensata, perchè in una città con una grave crisi come la nostra, il bloccare l’edilizia vorrebbe dire condannarla a morte certa.

Cosa fare allora? a mio modo di vedere le soluzioni ci sono. Esistono opere di contenimento in terra armata che ben si integrano con il paesaggio limitrofo, ma anche l’utilizzo dei gradoni in pietrame, l’uso di paratie di pali in C.A. può essere una buona soluzione. Perchè non parlarne insieme per trovare una soluzione, anzichè dare solo luogo a stereotipi vecchi come la cucca, ed ai quali ormai i giornalisti/politici hanno fatto assuefare il nostro cervello?