Una discussione comune nel mondo Windows – e nella realtà pratica in ogni sistema operativo, consiste nel misurare le performance di boot (avvio). Molti sistemi impiegano una gran quantità di tempo per arrivare ad un desktop utilizzabile a partire dal fatidico momento in cui il bottone di accensione del PC viene premuto, e ciò può risultare noioso se tale tempo diventa troppo lungo.

In un post del Blog ufficiale degli ingegneri addetti alla creazione di Windows 7, Michael Fortin, Capo ingegnere di Microsoft’s Fundamentals/Core Operating System Group spiega Cosa sta facendo Microsoft per velocizzare l’avvio di Windows 7.

Lo scopo di Windows 7 è quello di avere un sistema pronto in meno di 15 secondi. I dati raccolti da Microsoft infatti mostrano che il 35% delle installazioni di Windows Vista sp1 si avviano in un tempo al di sotto dei 30 secondi, e che il 75% si avviano al di sotto dei 50 secondi. Questi risultati sono confermati da analisi esterne. In questa tipologia di misure, un avvio si ritiene completato una volta che il sistema si è avviato con un desktop utilizzabile per l’utente. “Non è una metrica perfetta” ammette Fortin, ” ma è una metrica che cattura la maggior parte delle caratteristiche di una corretta definizione di avvio.”

Fortin ammette che troppo pochi sistemi hanno tempi di avvio rapidi e che “noi dobbiamo fare molto meglio“. Una delle prime cose – Fortin spiega – è che i tempi di Boot possono essere notevolmente migliorati semplicemente rimuovendo tutto il crapware che gli OEM includono nei loro sistemi. Installare una installazione pulita di Windows Vista sp1 su una macchina OEM può tagliare di molto il tempo di avvio, di oltre la metà. Tale tempo può ulteriormente essere ridotto ricorrendo a degli idonei settaggi di Bios.

I miglioramenti previsti in Windows 7 sono:

  • Aumento del parallelismo dell’inizializzazione dei driver.
  • Migliorie nella logica del “prefetching”
  • Migliori strumenti di diagnostica e più aiuto da parte delgi utenti per fixare problemi di avvio.

In aggiunta, Fortin spiega, che molti programmi di terze parti non rispettano gli standard, e che possono seriamente compromettere le performance di avvio. Come scrive egli stesso:

“Microsoft must continue to provide the tools for developers to write high performance software and the tools for end-users to identify the software on their system that might contribute to performance that isn’t meeting expectations. Windows itself must also continue to improve the defensive tactics it uses to isolate and inform the end-user about software that might contribute to poor performance.”

Dal mio umile canto, posso dire che tali parole non sono sbagliate. La logica del prefetch introdotta in Vista mi pare molto produttiva, ma dovrà essere meglio implementata nella prossima versione di windows. Spero anche che in Ubuntu si veda col tempo qualcosa di simile. Ormai sono passati i tempi in cui usare poca ram voleva dire avere un OS ottimizzato….