Molti miei amici mi hanno chiesto in che modo fosse possibile installare le proprie applicazioni su ubuntu. Partendo dal fatto che Ubuntu è Linux (o meglio Gnu/Linux, ma di questo ne parlerò in un altro articolo) e che Linux non è necessariamente Ubuntu, devo dire che Ubuntu semplifica (e di molto) la vita a chi vuole usare i programmi che gli servono senza troppi sbattimenti. Di seguito vi descrivo come fare in maniera esaustiva:

Come prima cosa, dovete sapere che il sistema di installazione pacchetti (i programmi in Linux prendono il nome di pacchetti) di Ubuntu si può avviare da riga di comando, con il comando apt-get, o via interfaccia grafica (molto più comoda anche se magari con il terminale fate prima). Per avviare il gestore pacchetti Synaptic è sufficiente fare clic su Sistema -> Amministrazione -> Gestore pacchetti Synaptic. Una volta avviato il programma comparirà la seguente schermata:

ImagesTime.com - Free Images Hosting

Installare e rimuovere i programmi è un compito veramente semplice.

È possibile ricercare un programma (o un pacchetto) per nome tramite il pulsante «Cerca» (Fig.2) collocato nella barra degli strumenti o semplicemente con la combinazione di tasti Ctrl+f.

Fig.2: Pulsante per effettuare una ricerca

Fig.3: Finestra per effettuare la ricerca

All’interno della finestra principale, nella parte in alto a destra è possibile trovare un elenco di tutti i programmi installabili sul sistema.

Per installare un pacchetto, fare clic sul quadratino alla sua destra. Synaptic chiederà per che cosa marcare quel pacchetto, solitamente l’unica opzione disponibile per l’installazione è «Marca per l’installazione».

Nell’eventualità che il pacchetto selezionato necessiti di ulteriori pacchetti da installare, per risolvere le cosiddette dipendenze, Synaptic avvertirà quali siano i pacchetti necessari e chiederà se marcare anche questi oppure no. Nel caso di risposta negativa, il pacchetto selezionato non verrà installato.

Per rimuovere un pacchetto, fare clic sul destro sul programma (i programmi installati sono segnati con un quadratino verde) e cliccate su «Marca per rimozione» oppure su «Marca per rimozione completa» (per eliminare anche le librerie non più necessarie e i programmi con dipendenze non più soddisfatte).

Dopo aver eliminato un pacchetto può succedere che rimangano nel sistema dipendenze inutilizzate. Per verificare quali pacchetti possono essere rimossi automaticamente è sufficiente fare clic su «Stato» e verificare la presenza della voce «Installato (auto removibile)». I pacchetti elencati sotto tale voce non sono più necessari al corretto funzionamento del sistema e possono essere rimossi con sicurezza.

Fig.4: Pacchetti auto rimovibili

Ma come facciamo se vogliamo trovare più pacchetti che magari attualmente nella nostra Ubuntu non sono reperibili? beh, li aggiungiamo ai Repository. Cosa? non sapete cosa sono i repository? beh, ve lo spiego con un  paragone.

Se si proviene dal mondo Windows e/o Mac OS, si è abituati a cercare un particolare programma su Internet (la maggior parte delle volte fornito come un eseguibile autoinstallante) e le uniche azioni da svolgere sono scaricare e installare. Si è molto familiari con il software distribuito in CD o DVD da cui è comodo installare questi programmi. Per i sistemi liberi e open source come Ubuntu GNU/Linux esiste del software distribuito con questi mezzi, ma solitamente si tratta di software proprietario e non libero.

Ci sono migliaia di programmi installabili in Ubuntu. Questi programmi si trovano in alcuni archivi software (i repository) e sono disponibili per l’installazione attraverso internet. Questo rende l’installazione di nuovi programmi estremamente facile e molto sicura, dato che ogni programma che si installa viene controllato e creato specificamente per Ubuntu.

I repository di Ubuntu sono organizzati in quattro componenti sulla base del livello di supporto fornito al software e da quanto il software sia aderente alla filosofia di Ubuntu. Questi componenti sono chiamati main (software supportato ufficialmente), restricted (software supportato ma non disponibile nei termini del software libero), universe (mantenuto dalla comunità, non ufficialmente supportato) e multiverse (software non libero).

Per aggiungere un Repository, bisogna

1-Trovarlo (provate ad esempio il blog di pollycoke)

2- Inserirlo nella lista con un semplice comando da terminale
sudo gedit /etc/apt/sources.list

Fatto ciò si aprira la lista dei Repository. Aggiungete il vostro indirizzo, salvate…ed il gioco è fatto🙂.

Cosa? odiate a morte il terminale e volete una bella interfaccia grafica per aggiungere i Repository? Beh ci sono diverse vie. Quella che uso sempre e che mi viene più semplice parte dall’apertura di Synaptic.

È possibile gestire i repository anche all’interno di Synaptic selezionando Impostazioni -> Archivi dei pacchetti.

Spero con questa piccola guida di avere chiarito qualche dubbio. Nei prossimi post farò altre guide che cercheranno di farvi capire come con Ubuntu sia molto facile fare cose che solitamente in Linux sono difficili😉