Settimana scorsa, durante la O’Reilly Open Source Convention (OSCON), Mark Shuttleworth, fondatore della distribuzione Linux Ubuntu, ha esternato i propri progetti futuristici per il progetto. Il sogno, perchè per ora di questo si tratta, è quello di avere un sistema operativo in grado di superare quella che è la semplicità e lo stile di Mac OS X, sviluppando un prodotto senza pubblicità all’interno delle proprie utility.



“Canonical – lo sponsor commerciale di Ubuntu – sta lavorando alacremente per riuscire a rendere il prodotto più bello” ha affermato Shuttleworth nel corso del suo keynote. “Basti pensare a come Iphone sia basato solamente su software e si etranei completamente dall’hardware – ha affermato – è possibile infatti disegnare qualsiasi cosa sullo schermo, perchè è tutto software” ha ribadito, cercando di esemplificare così l’importanza di una interfaccia semplice, efficace ed innovativa.

L’ultima parte del suo discorso è stato incentrato sull’importanza, per il mondo Opensource di “organizzarsi” e in alcuni casi di lavorare assieme per rilasciare importanti aggiornamenti lo stesso giorno: la partecipazione dei non-esperti al mondo Opensource è fondamentale per la diffusione, e per questo è necessario semplificare ogni tipo di procedura, dall’installazione all’aggiornamento.

Per ora si trattano però solo di parole, che, anche se affermate da un personaggio di tale calibro, rimangono tali. Il 2009, sarà sicuramente una cartina di tornasole per Ubuntu.

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Personalmente ritengo che l’obiettivo di Mark sia un obiettivo valido, in quanto se già Ubuntu riuscisse a superare le percentuali di uso di utenza Mac OS, Ubuntu (e di conseguenza GNU/Linux) diverrebbe il secondo sistema operativo più usato in ambito Desktop. Sempre personalmente sogno un sistema Linux molto vicino a Windows come usabilità, ma che abbia in sè la stabilità d’uso di una Debian. Certo è che se l’obiettivo del capo della Canonical si realizzasse, le software house inizierebbero a vedere di buon occhio la distro più in vista del momento, ed eventuali porting di software diffusi (non solo giochi, anche se questi contribuirebbero al 90% all’ulteriore diffusione di Ubuntu) come autocad, photoshop, ma anche programmi più specifici (parlando per me CDSWin, Edisap ed altri programmi di strutture) senza i quali purtroppo molti allo stato attuale non possono usare Ubuntu per fini lavorativi diverrebbero finalmente una realtà. Infine mi ritengo abbastanza daccordo su quanto detto a proposito della cooperazione tra il mondo opensource. Difatti la forza, ma anche la debolezza del mondo Open a mio parere, consiste nella eccessiva frammentazione dei software e dei sistemi operativi. Si assiste così alla nascita di nuove distro ogni giorno, e ciò non permette una “standardizzazione” che possa permettere alle software house (ebbene si, secondo me sono proprio i programmi ciò che mancano su Ubuntu, e che potrebbero fare la differenza nei prossimi anni, ecco il motivo per il quale sbatto sempre su ste dannate software house 🙂 ) di iniziare a creare software pure per la nostra cara distro…che dire, le prossime versioni di ubuntu saranno fondamentali, così come detto nel quote più su, e nel 2009 di sicuro la Microsoft dovrà lavorare molto se vorrà mantenere il monopolio del mercato (personalmente spero di no, non perchè sia un antimicrosoft o un pro linux, ma perchè il bello del mercato e del progresso che ne consegue è proprio la concorrenza, non trovate?😉 ) nei confronti di una società come la Canonical, che in questi anni ha creato e sta sviluppando a ritmo oserei dire “freneticamente maniacale” un sistema operativo che, pur gratuito, darà sicuramente del filo da torcere agli altri OS sulla piazza.

p.s. Parte del materiale utilizzato durante la Convention può essere visionato su SlideShare.